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I numeri CI nei cosmetici: cosa significano CI 77491, CI 77891 e mica nel trucco

Codici di cinque cifre come CI 77891 o CI 77491 sono il modo in cui i coloranti compaiono in una lista degli ingredienti UE. Cos’è il Colour Index, come riconoscere ossidi di ferro, biossido di titanio, mica e coloranti sintetici, e perché un rossetto può elencare colori che non contiene.

Aggiornato il: 31 ottobre 2026 · Verificato da: Kamil Pyziak

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Cosa significa “CI”

CI significa Colour Index, un catalogo internazionale di riferimento di coloranti e pigmenti gestito dalla Society of Dyers and Colourists insieme all’American Association of Textile Chemists and Colorists. A ogni colorante viene assegnato un numero di cinque cifre, e quel numero è lo stesso in tutti i settori, dal tessile alle vernici ai cosmetici.

Nelle liste degli ingredienti UE i coloranti (eccetto le tinture per capelli) sono di solito dichiarati con il loro numero CI anziché con un nome chimico. Quindi “CI 77891” indica lo stesso pigmento qualunque sia il marchio che lo usa. I prodotti venduti a livello internazionale talvolta aggiungono tra parentesi il nome statunitense, ad esempio “CI 15850 (Red 7 Lake)” o “CI 42090 (Blue 1)”, perché l’etichettatura statunitense usa le proprie denominazioni FD&C e D&C.

Il numero dà un indizio sulla chimica

I numeri che iniziano con 77 appartengono ai pigmenti inorganici: ossidi metallici, colori a base minerale e polveri metalliche. I numeri che iniziano con 75 sono per lo più coloranti organici naturali, come CI 75470 (carminio) o CI 75300 (curcumina). I numeri più bassi appartengono di solito a coloranti organici sintetici di diverse famiglie chimiche, ad esempio CI 15850 e CI 19140 (coloranti azoici), CI 45410 (un colorante xantenico) o CI 42090 (un colorante triarilmetanico).

Molti coloranti organici vengono usati come “lacche”: il colorante solubile viene fissato su un supporto insolubile, spesso un composto di alluminio, in modo che si comporti come un pigmento e non stinga. Nell’UE le lacche e i sali di un colorante ammesso sono dichiarati con lo stesso numero CI del colorante stesso.

I pigmenti che vedi più spesso

CI 77891 è il biossido di titanio, il pigmento bianco standard. Conferisce coprenza a fondotinta, correttori e molte tonalità pastello. Nei solari il biossido di titanio funziona anche come filtro UV; in quel ruolo viene normalmente indicato con il suo nome, Titanium Dioxide, anziché come CI 77891.

Gli ossidi di ferro sono la base delle tonalità color pelle: CI 77491 è l’ossido di ferro rosso, CI 77492 quello giallo e CI 77499 quello nero. Mescolati con il biossido di titanio danno quasi tutti i colori di fondotinta. Altri pigmenti inorganici frequenti sono CI 77007 (blu oltremare, blu o viola), CI 77288 e CI 77289 (verdi di ossido di cromo), CI 77742 (viola di manganese), CI 77510 (ferrocianuro ferrico, un blu intenso) e CI 77266 (nero di carbonio).

Mica, brillantezza ed effetti metallici

La brillantezza parte di solito dalla Mica, un minerale naturale che si sfalda in scaglie sottili e lucenti. Viene indicata con il suo nome INCI, Mica. I pigmenti perlescenti sono scaglie di mica rivestite da un sottile strato di biossido di titanio e/o ossidi di ferro, quindi un illuminante riporta spesso “Mica, CI 77891, CI 77491”. Lo spessore del rivestimento determina il colore e la lucentezza.

Tra le alternative ci sono Synthetic Fluorphlogopite (spesso chiamata mica sintetica), Calcium Aluminum Borosilicate e Silica. Gli effetti metallici possono derivare da polveri metalliche: CI 77000 (alluminio), CI 77400 (bronzo), CI 77480 (oro) e CI 77820 (argento). CI 77163, l’ossicloruro di bismuto, dà una lucentezza perlata. Alcune inchieste hanno collegato l’estrazione della mica naturale al lavoro minorile in alcune regioni; alcune aziende adottano programmi di approvvigionamento responsabile o alternative sintetiche, ma il nome INCI non indica l’origine.

“Può contenere” e “+/-”: perché un rossetto elenca colori che non ha

I cosmetici decorativi venduti in una gamma di tonalità possono, secondo le norme UE, elencare tutti i coloranti usati nell’intera gamma, dopo la dicitura “può contenere” o il simbolo “+/-”. Una sola lista stampata può così coprire venti tonalità di rossetto.

Per te questo significa che non tutti i numeri CI dopo “+/-” sono necessariamente presenti nella tonalità che hai in mano. Se devi sapere se un determinato colorante è presente in una specifica tonalità, chiedi al produttore.

Cosa dicono le norme UE sui coloranti

Nell’UE possono essere usati per colorare i prodotti cosmetici solo i coloranti elencati nell’Allegato IV del Regolamento sui cosmetici. Per alcuni di essi l’allegato limita il tipo di prodotto: certi coloranti non possono essere usati nei prodotti applicati vicino agli occhi, altri non sulle mucose come le labbra, e alcuni solo nei prodotti da risciacquare. Possono applicarsi anche criteri di purezza. Le tinture per capelli sono regolamentate separatamente e compaiono con i propri nomi, non come numeri CI.

Il biossido di titanio è inoltre soggetto a condizioni specifiche UE quando è usato in polvere in prodotti che potrebbero essere inalati, come le ciprie in polvere libera e gli spray. Gli ingredienti usati sotto forma di nanomateriali devono essere seguiti da “(nano)” nella lista, ad esempio “CI 77891 (nano)”. Il carminio (CI 75470) è ricavato dalle cocciniglie, un aspetto rilevante per chi sceglie prodotti vegani.

Cosa l’etichetta non dice

La lista indica quali coloranti possono essere presenti, ma non la quantità di ciascuno, la dimensione delle particelle (a parte l’indicazione “(nano)”) né come i pigmenti siano stati trattati. Molti pigmenti sono rivestiti per migliorarne la dispersione e la tenuta; gli agenti di rivestimento, come Triethoxycaprylylsilane o Dimethicone, compaiono come ingredienti separati senza indicare a quale pigmento appartengano.

Non rivela nemmeno se la mica sia stata estratta in modo responsabile né se gli ossidi di ferro siano stati sintetizzati o ottenuti da minerali; gli ossidi di ferro di grado cosmetico sono di solito prodotti per sintesi per controllarne la purezza. Diciture come “colori naturali” sono formulazioni del marchio, quindi confrontale con i numeri CI nella lista.

Fonti